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PATRIMONIO STORICO E CULTURALE
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STORIA
Se le nuove scoperte archeologiche del 2006 vengono confermate, si potrà affermare che la storia degli EAU risale a decine di migliaia di anni fa. Prima di questi ultimi ritrovamenti ad Abu Dhabi e Sharjah, le testimonianze dei più antichi insediamenti umani erano riconducibili a 7500 anni fa, quando il clima della regione era più umido. Anche in quell'epoca molto remota, gli occupanti di questi territori interagivano già con il mondo esterno, in particolare con le civiltà del Nord. Questi contatti furono mantenuti nel tempo e si estesero sempre più, alimentati probabilmente dal commercio del rame estratto dai monti Hajar, man mano che il clima diventava più arido e le comunità insediatesi nelle oasi si dedicavano principalmente all'agricoltura.
I commerci con gli altri Paesi, motivo ricorrente nella storia di questa regione strategica, sembrano essere fioriti in periodi successivi, facilitati dall'addomesticamento del cammello alla fine del secondo millennio a.C. Allo stesso tempo, la scoperta di nuove tecniche di irrigazione (mediante canali o falaj), rese possibile l'irrigazione di ampie zone agricole, con una vera e propria esplosione di insediamenti nella regione.
Nel I secolo d.C., il traffico carovaniero tra la Siria e le città dell'Iraq meridionale, seguito dai viaggi in mare verso l'importante porto di Omana (corrispondente forse all’attuale Umm al-Qaiwain o a Dibba) e, successivamente, l’India, rappresentava un'alternativa alla rotta del Mar Rosso seguita dai Romani. Da millenni l'area era famosa per l'allevamento delle perle che, a quell'epoca, raggiunse una popolarità senza precedenti. Anche i commerci via mare rappresentavano un'attività primaria per l'economia locale e a Dibba si svolgevano importanti fiere che attiravano la presenza di mercanti provenienti da paesi lontani come la Cina.
L'arrivo degli inviati del Profeta Maometto, nel 630 d.C. portò alla conversione all'Islam della regione, che vide nuovamente alla ribalta la città di Dibba, questa volta come campo di battaglia in seguito alla morte del Profeta. Nel 637 d.C., gli eserciti islamici utilizzarono Julfar (Ra’s al-Khaimah) come passaggio obbligato per le loro missioni alla conquista dell'Iran. Nel corso dei secoli, Julfar divenne un porto molto trafficato ed un rinomato centro di commercio delle perle, dal quale salpavano grandi imbarcazioni di legno, le tradizionali barche a vela chiamate dhow, che attraversando l'Oceano Indiano raggiungevano Mombasa (Kenya), lo Sri Lanka, il Vietnam e la Cina.
I Portoghesi arrivarono nel Golfo nel XVI secolo, imponendosi con la forza sugli Arabi che risiedevano a Julfar e in altri porti della costa orientale come Dibba, Bidiya, Khor Fakkan e Kalba, lasciandosi dietro una lunga scia di sangue. Tuttavia, mentre le grandi potenze europee si davano battaglia per ottenere la supremazia sulla regione, una confederazione di tribù locali, i Qawasim, assumeva sempre più forza. All'inizio del XIX secolo, questi esperti navigatori avevano costruito una flotta di oltre 60 grandi imbarcazioni e potevano contare sulla lealtà di quasi 20.000 marinai: tale minaccia provocò alla fine l'offensiva britannica per il controllo delle tratte commerciali marittime tra il Golfo e l'India.
Nell'entroterra, il gruppo di villaggi sorti nell'oasi di Liwa rappresentava il fulcro dell'attività economica e sociale delle tribù beduine dei Bani Yas, riunitesi in confederazione, ancor prima del XVI secolo. Ma agli inizi del 1790, la città di Abu Dhabi era un centro di commercio delle perle talmente importante da indurre il leader politico di tutti i Bani Yas, lo Sceicco della tribù Al Bu Falah (la famiglia Al Nahyan) a trasferirvisi, lasciando appunto Liwa. Agli inizi del XIX secolo, gli Al Bu Falasa, uno dei gruppi che componevano i Bani Yas, si stabilirono nei pressi della Baia di Dubai, imponendo il governo Maktoum nell’emirato.
In seguito alla sconfitta dei Qawasim, dal 1820 gli Inglesi firmarono una serie di accordi con gli sceicchi dei singoli emirati cui fecero successivamente seguito diversi trattati sul mantenimento di una tregua marittima. Da allora, l'area è conosciuta col nome di 'The Trucial States', ovvero 'gli Stati della Tregua'.
Durante il XIX secolo e agli inizi del XX secolo, l'industria perlifera beneficiò del clima politico relativamente calmo della regione, offrendo reddito e occupazione alle popolazioni della costa che si affacciava sul Golfo. Molti abitanti di questa zona, appartenenti a tribù semi-nomadi, si dedicavano infatti alla ricerca delle perle nei mesi estivi ed alla cura dei palmeti da dattero in quelli invernali.
Le disastrose conseguenze della Prima Guerra Mondiale e la crisi economica del 1920 e 1930, unitamente alla coltivazione delle perle da parte dei Giapponesi, provocarono il declino dell'industria perlifera locale poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando il nuovo governo indipendente dell'India impose tasse pesanti sulle perle importate dal Golfo. Per la regione, questo significò la catastrofe. Nonostante la sua ingegnosità nell'individuare nuove occupazioni, la popolazione si trovò a far fronte a un periodo di grandi privazioni, durante il quale scarse erano le risorse da dedicare alla costruzione di scuole, strade o ospedali.
Fortunatamente, fu scoperto il petrolio, e verso il 1930 si assistette all'arrivo dei primi tecnici delle società petrolifere che dovevano condurre sopralluoghi preliminari; il primo giacimento di petrolio di qualità commerciale fu scoperto offshore nel 1958, ed il primo carico di greggio venne esportato da Abu Dhabi nel 1962. Grazie alle maggiori entrate derivanti dall'aumento della produzione petrolifera, lo Sceicco Zayed bin Sultan Al Nahyan, che assunse la carica di Sovrano di Abu Dhabi il 6 agosto 1966, intraprese un imponente programma di costruzione di scuole, case, ospedali e strade. Quando nel 1969 iniziarono le esportazioni di petrolio da Dubai, lo Sceicco Rashid bin Saeed Al Maktoum, governante effettivo dell’emirato sin dal 1939, poté far ricorso anche alle entrate generate dall'oro nero per migliorare la qualità di vita dei suoi sudditi.
In seguito al ritiro degli Inglesi dal Golfo, il 2 dicembre 1971 venne formalmente costituita una federazione di sei emirati, diventati successivamente sette, che prese il nome di Emirati Arabi Uniti (EAU), alla cui nascita fu strumentale l'operato dello Sceicco Zayed, che ne divenne il primo Presidente, affiancato dallo Sceicco Rashid in qualità di Vice Presidente.
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TRADIZIONI
Negli EAU si è assistito ad un processo di sviluppo radicale, accompagnato da una profonda consapevolezza del fatto che le tradizioni ataviche delle generazioni passate si potrebbero perdere con l'avvento della modernità. Di conseguenza, componente fondamentale della strategia governativa degli EAU è la tutela del patrimonio culturale e la trasmissione, alla gioventù di oggi, degli usi e costumi dei suoi predecessori. Come verrà confermato da una visita ad una scuola, festa o celebrazione locale, la musica, danza, poesia, narrazione di storie autoctone e la pratica di sport tradizionali quali la falconeria, le gare di cammelli e la vela sono attività molto diffuse e partecipate.
Una parte fondamentale del processo di preservazione del passato è consistita nell'adozione di misure atte a tutelare il ricco patrimonio storico e culturale degli EAU, per cui è stata data massima priorità alla conservazione di molti dei preziosi siti archeologici e architettonici e dei manoscritti del Paese. A scuola si studiano letteratura e usanze del passato mentre i reperti esposti nei musei, i villaggi tradizionali e la ricostruzione di monumenti scomparsi contribuiscono a mantenere vivo questo importante retaggio culturale.
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SVILUPPI CULTURALI
Lo sviluppo di Saadiyat Island ovvero Isola della Felicità, rappresenta la pietra angolare degli ambiziosi progetti di Abu Dhabi di trasformazione dell'emirato in un'importante località turistica, trainata dal turismo culturale. Nel Distretto Culturale di Saadiyat sorgerà una serie spettacolare di edifici innovativi progettati dai quattro architetti più famosi del mondo: il Guggenheim di Frank Gehry, il Museo Marittimo di Tadao Ando, il Louvre di Jean Nouvel ed il Centro delle Arti dello Spettacolo di Zaha Hadid. L'area ospiterà anche un Museo Nazionale, diversi padiglioni individuali e spazi all'aperto.
E citando Frank Gehry: ‘Qui esiste una fantastica opportunità per progettare piuttosto che solo costruire l'infrastruttura... È un qualcosa che non accadeva in nessuna parte del mondo sin dal XIX secolo. Non è mai successo negli ultimi tempi. Certo, possiamo talvolta ammirare magari un ponte, un edificio molto interessante, ma qui esiste l'opportunità di esprimere un messaggio e non solo con i singoli edifici, ma a livello di città nella sua globalità.’
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CLUB E ORGANIZZAZIONI CULTURALI |
TELEFONO |
| Ministero della Cultura, della Gioventù e dello Sviluppo Comunitario |
02 4455475 |
| Centro Culturale e Media Office Medinat Zayed |
02 8846983 |
| Media Office di Al Ain |
03 7632555 |
| Media Office di Dubai |
04 2615500 |
| Media Office di Sharjah |
06 5723011 |
| Media Office di Ajman |
06 7444000 |
| Media Office di Umm al-Qaiwain |
06 7656663 |
| Centro Culturale e Media Office RAK |
07 2276666 |
| Centro Culturale Umm al-Qaiwain |
06 7655577 |
| Centro Culturale e Media Office di Fujairah |
09 2224190 |
| Autorità per la Cultura e il Patrimonio storico-artistico di Abu Dhabi |
02 6215300 |
| Biblioteca Dalma |
02 8783144 |
| Biblioteca Al Fujairah di Dibba |
09 2441923 |
| Teatro Nazionale |
02 4435646 |
| Teatro sulla spiaggia di Al Raha |
02 5560555 |
| Centro Culturale e del Patrimonio storico Juma Al Majid |
04 2624999 |
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MUSEI |
TELEFONO |
| Museo di Al Ain |
03 7641595 |
| Qasr Al Hosn |
03 7517755 |
| Museo di Dubai |
04 3531862 |
| Residenza dello Sceicco Saeed Al Maktoum |
04 3937139 |
| Maintaining Heritage Building Society |
04 3539765 |
| Dipartimento di Archeologia e dei Musei |
06 5693999 |
| Museo Archeologico |
06 5665466 |
| Museo di Al Mahata |
06 5733079 |
| Museo delle Arti di Sharjah |
06 5688222 |
| Museo del Dipartimento Generale di Polizia di Sharjah |
06 5943314 |
| Museo di Storia Naturale di Sharjah |
|
| Museo di Al Husn |
06 5685500 |
| Museo Islamico |
06 5683334 |
| Museo della Moneta |
06 5681881 |
| Museo di Medicina Tradizionale |
06 5680806 |
| Museo delle Arti Arabe Moderne |
06 5695050 |
| Museo delle Automobili d’Epoca |
06 5671116 |
| Museo di Calligrafia Araba di Sharjah |
06 5695588 |
| Museo delle Scienze di Sharjah |
06 5668777 |
| Dimora di Al Nabouda |
06 5681738 |
| Dimora di Khalid Ibrahim Al Yousef |
06 5680606 |
| Casa dei Giochi Tradizionali |
06 5683399 |
| Casa dei Gioielli Tradizionali |
06 5681181 |
| Museo Marino |
06 5683030 |
| Residenza dello Sceicco Saeed |
09 2774442 |
| Museo Hisn Kalba |
09 2774442 |
| Museo di Ajman |
06 7420910 |
| Ra’s al-Khaimah Museum |
07 2333411 |
| Museo di Fujairah |
09 229085 |
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TEATRI |
TELEFONO |
| Teatro di Abu Dhabi |
02 6444501 |
| Teatro per Bambini Laila |
02 6458752 |
| Teatro Tradizionale di Al Ain |
02 7616550 |
| Teatro Tradizionale di Dubai |
04 2968808 |
| Teatro delle Arti di Al Shabab |
04 2666480 |
| Teatro Al Ahli di Dubai |
04 2988812 |
| Teatro Nazionale di Sharjah |
06 5686600 |
| Teatro Moderno |
06 5220020 |
| Teatro di Khor Fakkan |
09 2386048 |
| Teatro di Kalba |
09 2777694 |
| Teatro della Cultura e delle Arti Al Hisn di Dibba |
09 2443555 |
| Teatro di Umm al-Qaiwain |
06 7665889 |
| Teatro di Ra’s al-Khaimah |
09 2222264 |
| Teatro di Fujairah |
09 2223369 |
| Teatro della Cultura e delle Arti di Dibba |
09 2442224 |
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SITI WEB
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