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Economia


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Gli EAU al 30° posto nella classifica dei Paesi più prosperi del mondo


posted on 2'/10/2010

Gli EAU sono in cima alla classifica del Prosperity Index (l’indice della prosperità mondiale) fra i Paesi del Medioriente e al 30° posto nel mondo, secondo la più recente indagine mondiale pubblicata da Legatum Institute ed effettuata su 110 nazioni, che rileva il livello di prosperità in base alla crescita economica e alla qualità della vita di ciascun Paese. L’Indice ha riportato che i Paesi con il livello complessivo di maggiore prosperità si trovano nel nord dell’Europa, con le prime tre posizioni ricoperte da Norvegia, Danimarca e Finlandia, seguite da Svezia, Svizzera e Paesi Bassi, rispettivamente al 6°, 8° e 9° posto. Altri Paesi che si sono distinti nella classifica sono l’Australia (4° posto), la Nuova Zelanda (5° posto), il Canada ('° posto) e gli USA (10° posto). Il Regno Unito si è classificato appena fuori dei primi 10 (13° posto) e, complessivamente, tredici dei 20 Paesi ai vertici della classifica sono europei. “L’indice della prosperità del Legatum Institute è l’unico parametro di valutazione globale del benessere sociale ed economico dei Paesi. Esso utilizza una definizione olistica di prosperità che tiene conto di fattori che vanno dalla crescita economica alla sanità e istruzione, alla libertà personale e al sistema governativo”, ha affermato il dott. Ashley Lenihan, membro senior del Legatum Institute, che ha continuato: “La recessione mondiale ha colpito il rendimento economico di molti Paesi, ma l’indice della Prosperità rileva quei Paesi che sono in grado di coltivare un solido spirito imprenditoriale e che sono meglio equipaggiati per superare le attuali difficoltà finanziarie”. Le nazioni maggiormente popolose non sono anche le più prospere: di quelle con più di 125 milioni di abitanti, soltanto gli USA si trovano fra le prime 10 classificate secondo il Prosperity Index (10° posto). Spirito imprenditoriale e creazione di opportunità si correlano meglio alla prosperità complessiva di un Paese rispetto a qualsiasi altro fattore: se da un lato la sanità e l’istruzione sono aspetti cruciali, i livelli di capacità imprenditoriale e di accesso a nuove opportunità offrono però il parametro più adeguato per misurare l’effettiva prosperità sociale di una nazione.
La forma di governo basata sulla democrazia è un altro fattore che contribuisce al livello di prosperità: 23 dei 25 Paesi ai vertici della classifica sono democrazie elettorali, mentre i 2 rimanenti (Singapore e Hong Kong) sono società semi-democratiche.
I cambiamenti nel tessuto sociale di un Paese possono portare a dei cambiamenti notevoli in termini di prosperità nazionale: mutazioni in fatto di tolleranza, libertà di scelta e altre attitudini e pratiche sociali hanno chiaramente un impatto diretto sulla prosperità di un Paese.
"Fattori soffici", come la fiducia nel prossimo, hanno una correlazione positiva con il rendimento economico e allo stesso modo fattori che incidono fortemente come un alto livello di PIL procapite hanno un forte impatto sulla qualità della vita.
Ai fini del raggiungimento della felicità, scelta e opportunità contano più di un rapido arricchimento economico: essere liberi di scegliere il corso della propria vita e assaporare la soddisfazione che deriva dal perseguimento di nuove opportunità contano più che fare un sacco di denaro. - Emirates 24|'

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Gli EAU sul mercato delle crociere di lusso


posted on 06/10/2010

Il Golfo sta rapidamente diventando il mercato ideale per il crescente settore delle crociere nella regione, grazie anche all’italiana MSC Crociere, che debutterà a breve fra le navi da crociera di lusso che solcano i nostri mari soleggiati.
Gli EAU saranno infatti la prossima nuova destinazione nel programma invernale 2011-12 con la nave MSC Lirica che ancorerà ad Abu Dhabi e Dubai durante la sua intensa stagione. L’itinerario prevede un programma di 19 crociere da otto giorni che partiranno dalla capitale ogni domenica a partire dal 30 ottobre 2011 fino al 4 marzo 2012.
I passeggeri in partenza da Dubai potranno salire a bordo ogni venerdì a partire dal 28 ottobre 2011 fino al 9 marzo 2012. La MSC Lirica farà inoltre scalo nei porti di Fujairah, Mascate in Oman e Bahrain.
Chi volesse partecipare al viaggio inaugurale della nave potrà salpare dal porto di Genova la settimana prossima, il 14 ottobre, per una crociera di 1' giorni alla rotta di Abu Dhabi che aprirà la sua prima stagione in assoluto nel Golfo.
La sua rotta verso sud attraverserà il Mediterraneo, con scali a Napoli e Port Saeed, in Egitto, attraverso il Canale di Suez per approdare poi a Aqaba in Giordania, Salalah e Mascate in Oman e infine a Dubai e Abu Dhabi.
Se invece la data della partenza inaugurale è per voi ormai troppo tardi, potete sempre salire a bordo per il viaggio di ritorno a Nord, il 9 marzo, salpando da Dubai e percorrendo la stessa rotta verso il porto di Genova.
La MSC Lirica, con stazza da 59.000 tonnellate, ha una capienza totale di 2069 passeggeri e '80 cabine, con negozi, un casinò, una sala da gioco e un teatro stile Broadway da '13 posti.
MSC Crociere non è l’unica flotta di navi da crociera a salpare da Dubai: nel 200' Costa Crociere ha istituito nell’emirato un ufficio regionale per sfruttare il crescente mercato del turismo da crociera, che si prevede aumenterà del ''% entro il 2015.
In un’intervista rilasciata a Emirates 24|', Hamad Mohamed bin Mejren, Direttore Esecutivo dell’unità turismo business del Dipartimento Marketing per il Turismo e Commercio (DTCM), ha confermato trattative in corso con la società di Amburgo Sea Cloud per lanciare i loro servizi crociera a Dubai.
"Siamo stati contattati da varie società di navi da crociera interessate ad espandersi sulla rotta di Dubai, fra cui Sea Cloud", ha detto il direttore, "Sin dal lancio del nuovo terminale per crociere a Dubai all’inizio di quest’anno, prevediamo una crescita del 30% rispetto al 2009".
L’anno scorso 8' navi, per un totale di 261.000 passeggeri, hanno ancorato nel terminale di Port Rashid a Dubai; secondo bin Mejren il numero delle navi dovrebbe salire a 120, per un totale di 325.000 passeggeri, entro la fine del 2010.
Intanto Michael Bayley, Vice-Presidente senior della società con sede in Florida Royal Caribbean International, ha anch’egli annunciato la possibilità di aggiungere un polo nell’emirato. - Emirates 24|'

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Il numero annuale dei visitatori negli hotel di Abu Dhabi aumenta del 6%


posted on 29/09/2010

I visitatori che hanno pernottato negli hotel di Abu Dhabi Hotel è aumentata del 6% in agosto rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, traducendosi in 122.475 visitatori ospiti in hotel e appartamenti in tutto l’emirato.
Tale dato di crescita si riferisce al numero di visitatori che hanno soggiornato nell’emirato nei primi otto mesi dell’anno corrente, pari a 1.196.768, con un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
I dati pubblicati da Abu Dhabi Tourism Authority (ADTA) mostrano che il numero di pernottamenti lo scorso mese ha registrato un incremento del 10% rispetto ad agosto del 2009, con un aumento del 4% nel protrarsi del soggiorno, salito a 2,92 notti.
"Questo è un risultato particolarmente incoraggiante considerando che agosto è tipicamente uno dei mesi più torridi e che quest’anno ha inoltre coinciso con il Ramadan", ha spiegato Mubarak Al Muhairi, Direttore Generale di ADTA.
"Nel confronto anno per anno abbiamo superato la metà nel raggiungimento del nostro target annuale del 10% di aumento della clientela degli hotel, per un totale di 1,65 milioni di visitatori pernottanti, senza neppure contare i nostri eventi ed attrazioni di maggior spicco, ossia Ferrari World Abu Dhabi (che aprirà in ottobre) e il nostro più grande evento internazionale in città, il Gran Premio di Formula 1 a novembre”.
Il turismo domestico rimane in buona forma e registra un aumento del 15% su base annua. Il Regno Unito continua a rappresentare il miglior mercato turistico internazionale per Abu Dhabi registrando un incremento del 18% e qualcosa come 75.565 visitatori di nazionalità britannica che hanno pernottato negli hotel dell’emirato nei primi otto mesi dell’anno.
Il GCC sta dimostrando di essere una regione che da sempre opta per soggiorni negli hotel di Abu Dhabi, con 686.981 visitatori di nazionalità GCC (sempre nei primi 8 mesi dell’anno) pari ad un aumento del 20% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, grazie soprattutto a visitatori provenienti dall’Arabia Saudita, il cui aumento si è attestato al 23% su base annua.
Secondo Al Muhairi, l’aumento delle opzioni alberghiere continua a far diminuire l’occupazione complessiva per hotel, scivolata al 51% ad agosto di quest’anno, con un effetto a catena sulle tariffe dei pernottamenti, diminuite del 24%. "Siamo adesso una meta altamente competitiva, dopo essere stati criticati da operatori del settore e del turismo congressuale per essere troppo cari. Perciò abbiamo trovato un equilibrio più realistico fra le esigenze degli investitori e quelle dei consumatori, con un tasso di occupazione alberghiera che si attesta adesso fra il 65 e il 75%".
Gli hotel di Abu Dhabi hanno inoltre aumentato il loro contributo ai proventi del settore ristoro e bevande e rappresentano adesso il 35% delle entrate complessive di questo settore, rispetto al 30% dello scorso anno. - Emirates News Agency, WAM

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Etihad registra una crescita a due cifre nel primo semestre rispetto al 2009


Etihad Airways ha riportato ieri la migliore prestazione del semestre, con ampi incrementi nel traffico di passeggeri e merci. La compagnia aerea ha registrato una crescita a due cifre nella prima metà del 2010, con un aumento del numero dei passeggeri dell’11 percento e dei ricavi dai posti venduti per km (RPK) del 22,6 percento rispetto allo stesso periodo lo scorso anno.
L’aumento del numero dei passeggeri a quasi 3,3 milioni è stato accompagnato da un incremento del fattore di riempimento degli aerei dal 71,5 percento al 72,5 percento. È stato inoltre registrato un aumento del 21,6 percento nel tonnellaggio trasportato durante il trimestre, con introiti pari al 59 percento. Nonostante la crescita del 20,9 percento nei posti disponibili per km (ASK), la compagnia aerea ne ha ridotto i costi del 4 percento nei sei mesi terminati il 30 giugno 2010.
I miglioramenti sono stati osservati nonostante le difficoltà causate dalla nube vulcanica che ha coperto gli spazi aerei europei lo scorso aprile, provocando gravi disagi al trasporto aereo. Le cifre segnano la migliore prestazione del semestre ed un segnale di ritorno ad una solida crescita nel numero di passeggeri e merci in seguito all’impatto della recessione economica mondiale.
Etihad ha introdotto voli diretti da Abu Dhabi a Tokyo, divenendo la prima compagnia aerea del Medio Oriente ad operare nella capitale nipponica, lanciando inoltre servizi non-stop per Baghdad ed Erbil.
La compagnia ha ricevuto a Berlino l’onorificenza Airbus Top Operational Excellence Award per la sua flotta di velivoli A340-500/600 in occasione del simposio Airbus Technical Symposium che ha premiato la sua eccellenza prestazionale rispetto ad altre compagnie sulla base di diversi criteri per un periodo di due anni.
Inoltre Etihad ha ottenuto la certificazione IOSA (verifica di sicurezza operativa IATA - (l'Associazione Internazionale del Trasporto Aereo) che garantisce l’aderenza delle compagnie aeree ai requisiti di sicurezza e alle pratiche raccomandate da IATA.
Quest’estate la compagnia opererà 1.032 voli la settimana, un aumento del 16 percento rispetto agli 888 voli settimanali gestiti nello stesso periodo nel 2009. Etihad ha dichiarato un saldo forward booking per l’estate. Agenzia di stampa degli Emirati, WAM

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Gli EAU consolidano la propria posizione regionale e internazionale nel commercio estero


posted on 07/07/2010

Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) stanno focalizzando i propri investimenti nell’economia reale in un duplice sforzo finalizzato a migliorare lo standard di vita della loro popolazione e supportare il continuo processo di diversificazione, ha dichiarato la Sceicca Lubna bint Khalid bin Sultan Al Qasimi, Ministro per il Commercio estero.
In un intervento esclusivo all’Oxford Business Group (OBG), società globale operante nel settore dell’editoria, ricerca e consulenze, la Sceicca Lubna ha dichiarato che la decisione di privilegiare merci, risorse e servizi piuttosto che l’economia cartacea è destinata ad aumentare ulteriormente il contributo non proveniente dai proventi del petrolio al PIL del paese. Il Ministro ha aggiunto che la scelta di focalizzarsi su diversi settore dall’alto valore aggiunto anziché su settori specifici caratterizzati da vantaggi comparativi costituisce la forza trainante della nuova strategia di diversificazione economica. Tale decisione ha portato ad un aumento del contributo del settore non petrolifero al prodotto interno netto dello Stato, salito al 71 per cento nel 2009 rispetto al 63 per cento del 2008.
"Gli EAU lavorano costantemente per sostenere le fonti di ricavi attraverso la diversificazione e attirare nella regione la maggior parte dei flussi di investimenti. Per aumentare la nostra strategia economica, ci focalizziamo attualmente su aree come l’energia rinnovabile, i componenti e la produzione di aerei, la tecnologia, il turismo e l’istruzione, aumentando al contempo il settore dei servizi del nostro paese." La Sceicca Lubna ha sottolineato i risultati ottenuti dagli EAU nell’attività commerciale che, ha affermato, rimane solida nonostante le sfide economiche globali, grazie al ruolo che è riuscita a ricavarsi quale centro delle attività di riesportazione.
"Durante il 2009, gli EAU hanno consolidato la propria posizione regionale e internazionale per quanto riguarda il commercio estero, principalmente grazie al loro approccio aperto al mercato e al fatto che le attività di esportazione e riesportazione con 202 paesi vengono svolte da un centro commerciale internazionale. In generale, nonostante la flessione dell’ 11,9 per cento nel commercio globale registrata nel 2009, gli EAU sono stati in grado di riportare una crescita dell’ 8,1 per cento nelle loro esportazioni.”
Con un aumento del protezionismo dovuto alla crisi economica, la Sciecca Lubna ha espresso la sua preoccupazione che qualsiasi tentativo di smorzare le attività commerciali tra i paesi ostacolerebbe, anziché favorire, la ripresa dell’economia globale. Il Ministro ha esortato l’adozione di misure volte all’eliminazione di tale comportamento, quali il consolidamento di norme e controlli multilaterali sui commerci, da mettere al vaglio quanto prima, affermando che: "L’unico modo per progredire nel sistema commerciale è quello di organizzare serie trattative e un vero e proprio scambio commerciale tra i paesi membri dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). - Emirates News Agency, WAM

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Dubai e Abu Dhabi lasciano la classifica delle città più care del mondo


posted on 30/06/2010

Dubai e Abu Dhabi non figurano più fra le città più care del mondo a seguito della netta diminuzione di affitti e prezzi degli immobili. Dal 20° posto dell’anno scorso, Dubai è ora al 55° posto insieme a Los Angeles, mentre Abu Dhabi si trova adesso al 50° posto, rispetto al 26° dell’anno scorso secondo la classifica stilata da Mercer, società di consulenza in risorse umane. La discesa è accentuata inoltre da 60 nuove città che hanno fatto la loro entrata in classifica.
"Mentre il costo della vita negli EAU rimane relativamente stabile, il caro affitti ha invece continuato a diminuire ad Abu Dhabi e Dubai, riducendo quindi complessivamente il costo della vita per i residenti stranieri”, ha riportato Markus Wiesner, direttore dell’ufficio di Mercer a Dubai.
Il prezzo delle abitazioni e gli affitti sono dimezzati a Dubai e Abu Dhabi rispetto alle punte registrate sulla fine del 2008 e si prevede che in media continueranno a scendere, vista l’entrata sul mercato di migliaia di appartamenti e ville quest’anno. I prezzi degli immobili a Dubai potrebbero infatti diminuire di un ulteriore 15% stando a Bank of America Merrill Lynch, che ha discusso della recente caduta dei prezzi di mattone e affitti in un rapporto pubblicato il mese scorso. "Anche nell’ipotesi che tutti i residenti stranieri idonei si trasferissero domattina da Abu Dhabi e Sharjah a Dubai, si stima che nel 2010 ci sarebbero ancora 44.000 alloggi non occupati”.
La caduta dei prezzi ha inoltre spinto alcuni residenti a lasciare le loro sistemazioni più economiche nell’hinterland di Dubai e di altri emirati per spostarsi in case di migliore qualità nei centri cittadini dove la qualità di vita è superiore e più conveniente rispetto agli anni precedenti. Gli addetti ai lavori descrivono questo trasferimento come “una corsa ad una qualità di vita migliore” per cui molti residenti di Sharjah si sono trasferiti in sistemazioni da reddito medio in località come Discovery Gardens, oppure da Deira ci si trasferisce in nuovi alloggi in complessi residenziali come Jumeirah Beach Residence.
Luanda, la capitale dell’Angola, rimane la città più cara del mondo, dove l’affitto di un appartamento di media qualità può costare decine di migliaia di dollari al mese data la drammatica scarsità di alloggi per la comunità di residenti stranieri impiegati nella ricostruzione del Paese. Luanda è seguita a ruota da Tokyo e da Ndjamena, città del Chad.
In un’altra classifica stilata da Mercer sulla qualità della vita, Dubai figura al 75° posto fra le città migliori del mondo, rispetto al 77° dell’anno scorso. Abu Dhabi scende invece all’83° posto dal 72° dell’anno scorso. - The National

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Lo Sceicco Mohammed: l’economia degli EAU è in buona salute


posted on 22/06/2010

Secondo Sua Altezza lo Sceicco Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, Vice Presidente e Primo Ministro degli EAU e Sovrano di Dubai, l’economia degli EAU è in buona forma e Dubai sta perseguendo nuove vie per alimentare ulteriormente la propria crescita.
In un’intervista con la CNN, in onda la prossima settimana, lo Sceicco Mohammed ha dichiarato: "La recessione è un fenomeno globale e non credo che qui a Dubai abbiamo da temere, anzi la consideriamo una sfida."
Lo Sceicco Mohammed ha detto che gli EAU devono affrontare la continua sfida della carenza idrica, ma il Paese non è in recessione in senso stretto.

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Gli EAU leader regionale dell’accesso al capitale


posted on 05/05/2010

Per il terzo anno consecutivo gli EAU si sono riconfermati in testa all'Indice regionale dell'accesso al capitale del Milken Institute, la classifica mondiale dell'accesso imprenditoriale al capitale, e al 22° posto a livello globale, in un totale di 122 Paesi appartenenti ai sei continenti presi in esame dal Capital Access Index 2009. L'indice cattura i dati e l'analisi dei mercati del capitale in tutto il mondo nello scorso anno, ovvero il 12 mesi che hanno assistito ad una delle peggiori crisi nella storia del credito finanziario e commerciale, e aiuta aziende e imprenditori ad individuare i mercati nazionali del capitale con maggior respiro, spessore e vitalità.
L'indice si basa sulla valutazione di sette parametri: ambiente macroeconomico e istituzionale, istituzioni bancarie e finanziarie, sviluppo del mercato azionario e delle obbligazioni, risorse alternative di capitale e finanziamenti internazionali.
Il Canada è il leader mondiale della classifica, seguito da Hong Kong, Regno Unito, Singapore e USA. Il fatto che gli EAU abbiano mantenuto ancora una volta la loro posizione fra i 25 Paesi in testa alla classifica e di leader regionale nonostante un anno molto difficile evidenzia la forza fondamentale dell'economia, del capitale e dei mercati finanziari del Paese.
Gli EAU si sono comportati molto bene nel parametro "ambiente macroeconomico”, il quale segnala quanto esso favorisca le attività economiche di un Paese, piazzandosi al 4° posto globale dopo Hong Kong, Canada e Singapore e hanno registrato una buona posizione anche nel parametro "risorse alternative di capitale”, che misura l'utilizzo di strumenti finanziari alternativi, guadagnando la 14ª posizione globale. - Emirates Business 24/7

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I prezzi del greggio fungono da propulsore per lo sviluppo degli EAU


posted on 28/04/2010

Quest’anno, gli EAU possono aspettarsi un aumento dei ricavi generati dalle esportazioni di petrolio in quanto il prezzo del greggio è aumentato notevolmente, spinto da un miglioramento della domanda dopo la forte flessione registrata lo scorso anno a causa della crisi economica globale.
Secondo una nuova relazione pubblicata dalla Camera di Commercio e dell’Industria di Dubai (DCCI) e intitolata 'Prospettive del mercato del petrolio: le implicazioni per l’economia degli EAU', una domanda maggiore di petrolio porterà a ricavi superiori per il paese.
"Agli inizi del rallentamento economico registrato nell’ultimo trimestre del 2008, l’economia degli UAE si trovava a far fronte ad un periodo alquanto impegnativo. I prezzi del greggio erano crollati da un massimo di US$14' (Dh539) al barile (p/b) del luglio 2008 a circa US$32 p/b nel marzo 2009, e le prospettive erano piuttosto tristi, dato il significativo indebolimento della domanda aggregata," riferisce la relazione, riflettendo sulla forte caduta dei prezzi del greggio registrata lo scorso anno.
"Tuttavia, da allora, i prezzi del greggio sono rimbalzati, segnando un forte recupero nella seconda metà del 2009 e questa tendenza è continuata nei primi quattro mesi del 2010."
Sebbene in flessione di circa il 34,4 per cento rispetto alla media del 2008, l’aumento del prezzo del greggio dall’estate 2009 ha contribuito ad attenuare l’impatto della crisi economica negli EAU. I ricavi originati dalle vendite di petrolio superiori alle attese hanno contribuito a finanziare politiche di adozione di misure anticicliche, iniziative di sostegno messe in atto dal Governo a favore del settore finanziario degli EAU nonché per migliorare la fiducia degli investitori e dei consumatori del paese, ha dichiarato la relazione.
"Sebbene in misura ampiamente inferiore al previsto, si prevede che le bilance fiscali e delle partite correnti abbiano segnato una leggera plusvalenza, secondo quanto dichiarato dal Fondo Monetario Internazionale (FMI), consentendo un certo livello di rifornimento di asset esterni ai quali si era inizialmente attinto all’inizio della crisi." La relazione sottolinea anche il fatto che le fluttuazioni dei prezzi del greggio rappresentano una parte importante nella crescita economica. "Nonostante il periodo positivo di crescita, seppure più lenta, nei settori non legati al petrolio, la crescita complessiva del prodotto interno lordo (PIL) reale degli EAU è stata trascinata verso il basso dalla minore produzione di greggio, ed il Ministero dell’Economia suggerisce che la reale crescita del PIL si è attestata all’1,3 per cento nel 2009, dopo una crescita del ',4 per cento nel 2008.
Citando il Ministero dell’Economia degli EAU, la relazione sostiene che il 9',2 per cento del grezzo viene esportato in Asia e nella regione del Pacifico. Poiché agenzie internazionali come il FMI e la Banca Mondiale prevedono che la regione registrerà un forte recupero nel 2010 e negli anni successivi, è chiaro che la domanda di grezzo alimenterà l’espansione economica in Asia e nella regione del Pacifico.
Queste sono buone notizie per i paesi esportatori di petrolio come gli EAU in quanto i maggiori ricavi della vendita di idrocarburi consentiranno al paese di continuare a compiere i suoi investimenti fiscali su larga scala, rialimentando la domanda aggregata e favorendo la creazione di nuove opportunità di lavoro che, a loro volta, fungeranno da solida base sulla quale l’intera economia nazionale potrà riprendere a crescere. - Emirates Business 24|'

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Funzionario EAU esclude la partecipazione estera totale in attività commerciali al di fuori delle zone franche


posted on 24/02/2010

Una nuova legislazione societaria permetterà la partecipazione estera maggioritaria, ma non totale, di attività commerciali in "alcuni settori," ha dichiarato martedì un funzionario del governo di Abu Dhabi. "La nuova legislazione in materia societaria conferirà un po' più di respiro alle partecipazioni estere," ha affermato Mohammad Omar Abdullah, Sottosegretario del Ministero per lo Sviluppo Economico, a margine di una conferenza sugli investimenti. "Ma per ora non potrà estendere tale partecipazione al 100 per cento."
Abdullah ha anche affermato che il Ministero dell'Economia sta preparando la bozza finale della legge prima di presentarla al Consiglio Federale Nazionale, tra qualche tempo. Si sta lavorando alla nuova legge societaria sin dal 2008, ma la disposizione che ammette la partecipazione estera di maggioranza è stata promossa dal Ministero dell'Economia soltanto a partire dal settembre 2009. Le attuali norme limitano l'interesse degli stranieri al 49 per cento in attività commerciali al di fuori delle zone franche mentre in queste stesse zone la partecipazione ammessa è del 100 per cento. Mohammad Al Qamzi, Chief Executive dell'Ente Superiore per le Zone Economiche Specializzate del governo di Abu Dhabi (Higher Corporation for Specialised Economic Zones, ZonesCorp) ha affermato che la legge federale servirà probabilmente come "linea guida" e consentirà l'attuazione flessibile a livello locale, in base alle esigenze di ciascun emirato.
I settori esclusi dalla nuova legislazione saranno probabilmente quelli di valore "strategico" per gli EAU come petrolio e gas, ha aggiunto Al Qamzi.
Gli EAU si sono impegnati a fondo per riformare la loro infrastruttura legislativa al fine di attrarre gli investimenti esteri, per i quali è stato annunciato un obiettivo di crescita annua del 9 per cento. "La maggior parte dei paesi del mondo non applica alcuna restrizione sulle partecipazioni estere," ha affermato Nasser Al Saeedi, Chief Economist presso il Dubai International Financial Centre, e Responsabile di Hawkamah, un'iniziativa di corporate governance regionale. "Con la partecipazione di maggioranza si darà un forte impulso alla creazione di nuove aziende, in particolare investendo i capitali dei residenti degli EAU."
Ad agosto, un decreto presidenziale ha eliminato il requisito che prevedeva un capitale minimo di Dh150.000 per registrare una società a responsabilità limitata, allineando gli EAU agli altri paesi arabi, che seguono questo criterio sin dal 2004 con 80 paesi in tutto il mondo che non fissano tale limite.
Quest'anno, gli EAU hanno avanzato di 13 posizioni nella Relazione ‘Doing Business' per il 2010 della Banca Mondiale, classificandosi al 33° posto su 183 paesi, principalmente per le riforme attuate nelle aree di avvio di un'attività commerciale, registrazione di immobili e commercio transfrontaliero.
Al Saeedi ha riconosciuto che occorre ancora attuare altre riforme per contribuire a liberalizzare l'economia degli EAU e attrarre investimenti esteri futuri. - Gulf News

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Crescita dei prestiti ai privati del 2,5% in 12 mesi


posted on 24/02/2010

Secondo un rapporto basato su dati ufficiali, i prestiti ai privati da parte delle banche degli EAU sono aumentati del 2,5% negli scorsi 12 mesi fino al 31 gennaio 2010, per un valore di Dh212,3 miliardi, in aumento rispetto ai Dh20',2 miliardi di un anno fa, stando alle statistiche della Banca Centrale. "[Le banche hanno] riacquisito un’immensa liquidità a breve termine grazie a varie iniziative, fra cui le agevolazioni della Banca Centrale”, ha detto Sanjay Uppal, Direttore Finanziario di Emirates NBD. "Il sistema bancario sta ancora cercando di recuperare liquidità nel lungo termine dati gli austeri criteri di sottoscrizione degli ultimi 12 mesi", ha aggiunto. Alla domanda se un 2,5% di aumento dei prestiti ai privati è sufficiente per un’elevata crescita economica degli EAU, egli ha risposto: “È difficile commentare sulla tendenza in base a dati a breve termine." - Emirates Business 24|'

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Navi veloci e rimorchiatori di scorta anti-spandimento di idrocarburi per ADNOC


posted on 13/01/2010

Una fonte governativa dell'Emirato di Abu Dhabi ha annunciato martedì scorso che ADNOC acquisterà diverse navi veloci e vari rimorchiatori di scorta anti-spandimento da idrocarburi entro la fine dell'anno, per irrobustire i suoi gruppi d'intervento in caso di emergenza.
Il dipartimento di gestione crisi della società petrolifera acquisterà una nave veloce (da 55 nodi) attrezzata con equipaggiamento anti-spandimento da idrocarburi, ha affermato Craig Buckingham, capo del team di gestione crisi presso il Supreme Petroleum Council (SPC) e ADNOC durante una presentazione sull'”Approccio in caso di Crisi e Preparazione nella Gestione Emergenze” alla conferenza del 2010 su Crisi e Gestione Emergenza tenutasi presso l'Emirates Centre for Strategic Studies and Research (il centro per gli studi e la ricerca strategici degli Emirati).
ADNOC provvederà inoltre alla costruzione di altre quattro navi veloci: due per operazioni anti-spandimento da idrocarburi e due da utilizzare come ambulanze in mare aperto, attrezzate a scopo medico e di pronto soccorso.
Secondo Buckingham, sono già stati piazzati ordini per 14 rimorchiatori di scorta, che saranno costruiti per far fronte autonomamente ad incidenti di spandimento. Egli ha inoltre dichiarato che attualmente oltre 50 membri del personale dell'SPC sono addestrati a tempo pieno per intervenire in emergenze anti-spandimento e ADNOC possiede oltre 50 navi offshore attrezzate con sistemi a spruzzo di disperdenti e tre rimorchiatori con traino posteriore equipaggiati con sistemi e dispositivi incorporati anti-spandimento da idrocarburi.
ADNOC acquisterà inoltre delle chiatte da contenimento idrocarburi (con stazza di circa 3.500 tonnellate) per far fronte agli spandimenti e immagazzinare l'eventuale materia recuperata.
La direzione dei gruppi SPC e ADNOC è evidentemente impegnata nello sviluppo di una gestione crisi di prima qualità e ADNOC ha già adottato varie misure in caso di emergenza, fra cui l'istituzione di due centri di pronto intervento anti-spandimento a due livelli a Mussaffah e Ruwais, provvisti di un sistema di comando in caso di emergenza e di un comitato di gestione crisi.
Nella sua presentazione, Buckingham ha inoltre sottolineato l'importanza dell'impegno della direzione ad una responsabilizzazione trasparente per quanto riguarda allerta e risposta in caso di emergenza e prassi operativa e delle future fasi di monitoraggio continuo delle risorse aziendali a diposizione contro i rischi.
Nella seconda giornata dei lavori della conferenza, Saeed Rashed Al Shehi, vice direttore del settore operativo presso la Critical National Infrastructure Authority (CNIA), ha dichiarato: "Dobbiamo intervenire prima dello scoppio di un'eventuale crisi, così da limitarne i danni e minimizzare l'impatto di una catastrofe. Abbiamo constatato che la maggior parte dei Paesi emergenti non interviene in tempo ma reagisce soltanto all'occorrenza, ossia quando è troppo tardi”. - Khaleej Times

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Emirates aggiunge Madrid alla sua rete


posted on 06/01/2010

Emirates, compagnia aerea internazionale degli EAU, lancerà presto la sua nuova rotta su Madrid, offrendo così l’unico servizio di volo di linea fra Dubai e la Spagna. Il servizio, giornaliero e diretto, inizierà il 1° agosto e farà della capitale spagnola la 25esima destinazione europea della compagnia aerea.
Lo Sceicco Ahmad Bin Saeed Al Maktoum, Presidente dell’Aviazione Civile di Dubai e Amministratore Delegato della compagnia aerea e gruppo Emirates, ha detto: "Questa nuova rotta consentirà ai passeggeri provenienti dalla Spagna un accesso molto più facile al nostro polo internazionale di Dubai e per farvi scalo per le varie destinazioni dell’Asia ed Estremo Oriente". - Gulf News

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Annuncio di una nuova legge sulla bancarotta negli EAU


posted on 16/12/2009

Una legge unica a protezione dalla bancarotta sarà annunciata fra pochi mesi dal Governo Federale degli EAU. L’emendamento offrirà un’adeguata copertura legale alle società e imprese con difficoltà finanziarie, secondo quanto affermato da una fonte ufficiale governativa di Dubai.
“Il Governo sta lavorando alla promulgazione di una legge unica sull’insolvenza/ bancarotta che proteggerà le società e le imprese sotto stress economico e le aiuterà ad affrontare le difficoltà finanziarie”, ha detto Hamad Bu Amim, direttore generale della Camera di Commercio e Industria di Dubai, a Gulf News, che ha continuato: "La legge è in corso di definizione finale e sarà presto pronta."
La notizia è giunta il giorno dopo l’annuncio da parte del Governo di Dubai di un quadro legislativo che affronti la ristrutturazione del debito di Dubai World attraverso l’istituzione di un tribunale competente per il Dubai International Financial Centre (DIFC).
Jennifer Bibbings, Capo della sezione diritto aziendale dello studio legale Trowers & Hamlins, ha commentato: "La normativa vigente in materia di insolvenza e bancarotta secondo il Codice Commerciale degli EAU non è sufficientemente sviluppata. Noi riteniamo che l’adozione del codice dell’insolvenza utilizzato presso il DIFC e l’istituzione di un tribunale competente sarà una soluzione positiva e pragmatica alla preoccupante questione."
Essam Al Tamimi, manager socio di Al Tamimi & Co, ha detto: "La nuova legge potrebbe entrare in vigore fra pochi mesi; il governo ha cominciato a lavorarci prima che la crisi colpisse le imprese del posto ed è già ad uno stadio avanzato."
La giurisprudenza commerciale e aziendale degli EAU prevede già alcune disposizioni in materia di insolvenza: "Esiste una legge sulla bancarotta che è però datata e il Paese necessita di una più dettagliata che meglio risolva le questioni", ha dichiarato Al Tamimi, che ha continuato dicendo che il governo degli EAU sta valutando alcuni dei modelli migliori di normativa a protezione dalla bancarotta, incluse le linee guida disposte dall’ONU. Esse aiuteranno nel caso di affaristi espatriati che hanno scelto la strada più facile decidendo di fuggire dagli EAU e lasciarsi alle spalle i debiti accumulati. Molte banche locali sono coinvolte in cause pendenti contro affaristi in debito di milioni.
Bu Amim ha detto che la legge vigente deve essere rielaborata: "Esistono alcune disposizioni in materia d’insolvenza nel nostro diritto aziendale, ma c’è bisogno comunque di una legge unica che si estenda a tutte le attività economiche."
Il Ministro degli Esteri, lo Sceicco Abdullah Bin Zayed Al Nahyan, ha affermato ieri che gli EAU “da sempre si sostengono a vicenda” in un suo commento al sostegno finanziario da $10 miliardi (Dh36,7 miliardi) offerto da Abu Dhabi a Dubai. La federazione degli Emirati ha dimostrato che coloro che dubitavano della sua unità si sbagliavano, ha detto in un’intervista a Kuwait City. "Basta guardare indietro nella nostra storia per riconoscere che tutti gli Emirati si sono sempre sostenuti a vicenda”. - Gulf News

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Ahmed Bin Saeed: ruolo centrale di Emirates Terminal 3 a sostegno del progresso economico di Dubai


posted on 14/10/2009

Lo Sceicco Ahmed Bin Saeed Al Maktoum, presidente di Dubai Civil Aviation Authority e di Dubai Airports ha detto che la crescita e lo sviluppo della città di Dubai e dei suoi aeroporti sono strettamente legati. “Emirates Terminal 3 ha rivestito un ruolo centrale a sostegno del progresso economico di Dubai e dell’immagine della città quale polo emergente del traffico aereo mondiale. Un risultato di cui il settore dell’aviazione, la città e l’Emirato possono essere orgogliosi”, ha dichiarato lo Sceicco la sera del primo anniversario di Emirates Terminal 3 di Dubai International.
L’evento sarà celebrato con sconti e promozioni speciali presso Dubai Duty Free, omaggi e concorsi a premi durante i 3 giorni di festeggiamenti dell’anniversario, che interesseranno migliaia di passeggeri ed equipaggi per celebrare 12 mesi di operazioni scorrevoli e tasso di crescita del traffico aereo a due cifre.
Paul Griffiths, amministratore delegato di Dubai Airports, ha affermato: "Il perfetto successo di Emirates Terminal 3 ne ha fatto una pietra miliare nel settore e lo ha reso il simbolo del successo dell’aviazione di Dubai. La prossima fase del suo sviluppo, Concourse 3, sarà costruita su tale reputazione e vedrà la nascita della prima struttura di servizio al mondo dedicata agli A380 prevista per la fine del 2012." Nel suo primo anno di operazioni Emirates Terminal 3 ha accolto oltre 96.000 voli in partenza e in arrivo e oltre 16,1 milioni di passeggeri, che hanno beneficiato della varietà di servizi disponibili nelle sale di prima classe e business class di Marhaba ed Emirates.
Emirates Terminal 3 è stato progettato dall’architetto francese di fama mondiale Paul Andreu; la sua elegante facciata ricurva in acciaio e vetro e i suoi luminosi interni hanno determinato nuovi canoni di design aeroportuale. “Il Terminale 3 è diventato parte intrinseca delle operazioni di Emirates”, ha detto Mohammed Mattar, vice presidente di divisione servizi aeroportuali di Emirates, che ha continuato: "Quale compagnia aerea internazionale che copre sei continenti, una parte significante dell’esperienza di viaggio che offriamo ai nostri passeggeri è la tratta attraverso Dubai. L’apertura di Emirates Terminal 3 ha consentito di offrire ulteriore e necessario spazio per ospitare le nostre operazioni in crescita e abbiamo così potuto espandere e migliorare i nostri servizi aeroportuali. Il feedback che abbiamo ricevuto dai nostri clienti è stato straordinariamente positivo. Siamo orgogliosi di contribuire al continuo successo di Emirates Terminal 3, che non rappresenta soltanto il nostro centro aereo e di appartenenza ma anche un testamento per il continuo impegno di Dubai allo sviluppo e all’ospitalità. Stiamo lavorando in stretta collaborazione con Dubai Airports per rendere il viaggio dei nostri passeggeri attraverso Dubai ancora più piacevole in futuro."
Emirates Terminal 3 a Dubai International ha aperto le sue porte al pubblico il 14 ottobre 2008 per l’uso esclusivo da parte della compagnia aerea Emirates. L’aeroporto è stato aperto progressivamente attraverso quattro fasi, per garantire una scorrevole transizione delle operazioni e la comodità e il confort dei passeggeri. - Emirates News Agency, WAM

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Il rapporto sulla competitività mondiale registra un avanzamento degli EAU


posted on 09/09/2009

Il World Economic Forum ha pubblicato martedì il suo Global Competitiveness Report 2009-2010, il quale mostra un netto miglioramento della competitività degli EAU, che si piazzano ora all’ottavo posto.
Tale avanzamento del Paese in classifica riflette un’analisi delle istituzioni risultato più favorevole, una maggiore disponibilità tecnologica e capacità innovativa, oltre a mercati finanziari più restii alla crisi rispetto a quelli di molti altri Paesi, secondo quanto dichiarato in un comunicato stampa.
Parecchie sono le nazioni del Medio Oriente e del Nord Africa ad occupare posizioni nella prima metà della classifica, con in testa Qatar, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Bahrain, Kuwait e Tunisia, registrando un particolare miglioramento nei Paesi del Golfo che continuano la loro tendenza verso l’alto degli ultimi anni.
Il Qatar si è portato avanti di quattro posizioni, mentre gli Emirati Arabi Uniti sono saliti al 23° posto, grazie soprattutto ad un miglioramento registrato nelle proprie istituzioni, a una tecnologia più efficiente e alle proprie capacità d’innovazione, con mercati finanziari molto più resistenti rispetto a molti altri Paesi.
"La forte interdipendenza fra le economie mondiali rende letteralmente globale la crisi in cui ci troviamo. I leader di tutto il mondo stanno al momento affrontando a fatica queste nuove sfide economiche, cercando al tempo stesso di preparare le loro economie a comportarsi bene in un panorama futuro caratterizzato da crescenti incertezze. In tale difficile ambiente economico, è ora più importante che mai stabilire dei fondamenti robusti, rafforzando la crescita economica e lo sviluppo”, ha affermato Klaus Schwab, fondatore e Presidente Esecutivo del World Economic Forum.
La classifica stilata nel rapporto sulla competitività globale si basa sul Global Competitiveness Index (GCI), il quale si basa a sua volta su 12 “pilastri” di competitività, offrendo così un quadro completo del panorama competitivo nei Paesi di tutto il mondo e a tutti i livelli di sviluppo.
I pilastri comprendono elementi chiave di competitività quali le istituzioni, le infrastrutture, la stabilità macroeconomica, la sanità, l’educazione primaria e secondaria, la formazione, l’efficienza del mercato reale e del lavoro, la raffinatezza del mercato finanziario, la prontezza tecnologica, le dimensioni del mercato, la raffinatezza dell’imprenditoria e l’innovazione. - Emirates News Agency, WAM

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Ampliamento delle operazioni di trasporto petrolifero al porto di Fujairah


posted on 02/09/2009

Lo scorso martedì Nico International, società sussidiaria di Topaz Engineering, si è aggiudicata un appalto edile multimilionario assegnatole da Fujairah Port per l’importante ampliamento previsto del porto.
La società si occuperà dello sviluppo dei servizi e delle infrastrutture presso l’Oil Terminal 2 e l’opera prevede la progettazione, la fornitura, la costruzione, l’installazione, il collaudo e il pre-avviamento di strutture e servizi per quattro posti di alto ormeggio.
L’opera consentirà di aumentare la capacità d’ormeggio sulla costa orientale; essendo un porto d’acqua profonda, Fujairah può ospitare navi cisterne di stazza fino a 180.000 tonnellate lorde e petroliere molto grandi parzialmente cariche dalla profondità d’immersione al di sotto di 18 metri.
I lavori sono subito iniziati all’assegnazione dell’appalto e il loro completamento è previsto in circa 10 mesi, secondo quanto ha affermato Fazel A. Fazelbhoy, amministratore delegato di Topaz Energy and Marine.
L’Oil Terminal sarà utilizzato per il trasporto di carburante, combustibile per jet e benzina ma non di greggio. La società in questione è impegnata nello sviluppo del porto dell’emirato sin dal 1981; B.S. Motwani, sostituto responsabile generale delle operazioni domestiche di costruzione di Topaz, ha dichiarato: “I nostri considerevoli investimenti nel corso degli anni hanno dato i loro frutti e la firma di questo appalto è l’ultimo di una serie di contratti che ci siamo aggiudicati”.
Il fatturato di Topaz dello scorso anno ha raggiunto i 419 milioni di dollari (Dh1.539 miliardi), con un utile netto di 47 milioni di dollari e attività complessiva per un valore di 758 milioni di dollari.
Il Porto di Fujairah è il secondo porto di rifornimento di carburante più grande del mondo e mira ad annoverare prossimamente 17 dock di immagazzinaggio e trasporto del greggio. Nel 2008 quasi 10.800 navi hanno ormeggiato presso le strutture di ancoraggio internazionale del Porto di Fujairah, ossia oltre il doppio rispetto ai 10 anni precedenti. Il porto ha inoltre decuplicato le proprie strutture di banchina negli ultimi 25 anni.
Al momento sono in corso di costruzione ulteriori dock multiuso per aumentarne la capacità, che raggiungeranno quota 12.
I lavori di sviluppo del porto procedono puntuali, per mezzo di un finanziamento da Dh900 milioni da parte di National Bank of Fujairah e Commercial Bank of Dubai. Il piano delle autorità portuali comprende lo sviluppo di una nuova struttura, il Porto Industriale nei pressi del Porto di Fujairah, per gestire le esportazioni del greggio di Abu Dhabi, il cui completamento è previsto per giugno 2010 e dal costo di costruzione di Dh100 milioni, stando a quanto riportato dai media. Con tale piano di sviluppo il porto dovrebbe essere in grado di gestire il 70% delle esportazioni di greggio di Abu Dhabi.
Il porto si trova all’imboccatura dello Stretto di Hormuz ed è diventato una fiorente stazione di rifornimento di carburante e di container. - Gulf News

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La fiera di Sharjah si pubblicizza un one-stop shop per le vacanze


posted on 26/08/2009

Gli organizzatori di una fiera del Ramadan di Sharjah hanno espresso il desiderio di percepire il mese santo come un periodo di preghiera, riflessione e anche… di acquisti. "Durante il Ramadan, gran parte della gente fa acquisti come accade in Europa prima di Natale” ha dichiarato Saleem Shaikh, uno dei project manager responsabili dell'evento.
La fiera si svolge da 15 anni e fa parte del Festival di Ramadan dell'emirato, gestito dalla Camera del Commercio e dell'Industria di Sharjah. Le bancarelle, presso le quali si possono trovare profumi, cosmetici, gioielli e abbigliamento, sono state allestite presso l'Expo Centre in previsione dell'inaugurazione di domani. La fiera si protrarrà fino al secondo giorno di Eid al Fitr, il festival che segna la fine del Ramadan.
Nonostante le decorazioni tendano a creare un'atmosfera tradizionale di Ramadan, gli organizzatori sono del tutto consapevoli del valore commerciale di questo mese. La fiera è reclamizzata come un'opportunità commerciale per le piccole e medie imprese. Le aziende di paesi come India, Pakistan, Iran, Singapore, nonché EAU, avranno le loro rappresentanze. Shaikh ha affermato che la fiera ha anche lo scopo di stimolare l'economia di Sharjah. La crisi finanziaria è "uno dei motivi legati alla promozione della fiera. Stiamo cercando di richiamare più persone”. È stata una manna per il turismo, ha aggiunto.
Tale approccio al Ramadan non giunge privo di criticismo. Le autorità religiose hanno da tempo dichiarato che il mese santo deve essere un periodo di preghiera e riflessione, quando i musulmani rinunciano agli interessi terreni.
"Il mese del Ramadan è il mese del Corano e delle buone azioni” ha affermato un funzionario sulla hotline del Ministero per gli Affari Islamici e sovvenzioni Fatwa.
"Un individuo non dovrebbe allontanarsi dai valori del mese, per fare ammenda le proprie azioni per il resto dell'anno. Chiunque fa acquisti in eccesso e si avvale del mese come di un'occasione per accumulare cibo e bevande, arrivando poi agli ultimi 10 giorni di Ramadan [periodo in cui i musulmani dovrebbero intensificare le preghiere] pensando ad abiti Eid, si trova in una situazione pericolosa. Diventa quindi un mese ordinario e non un mese di preghiere”.
La fiera dello scorso ha attratto oltre 70.000 visitatori nel corso di 17 giorni. Quest'anno durerà 26 giorni, fino al 21 settembre, dando speranza agli organizzatori di raggiungere i 100.000 partecipanti per questo periodo più lungo.
L'evento è stata "un'opportunità eccezionale per il lancio di prodotti, un'ottima piattaforma, anche conveniente, se si tiene in considerazione l'affitto e il movimento di persone” ha dichiarato Shaikh. Circa il 90 percento delle bancarelle, che può accogliere 150 aziende, è già stato prenotato.
La fiera ospiterà esposizioni sulla cucina, sulla cultura e la falconeria degli Emirati, nonché una collezione di versi coranici e fotografie storiche degli EAU.
Il punto della salute di Sharjah offrirà controlli medici sul posto, mentre le organizzazioni di beneficenza avranno i loro stand. - The National

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I rialzi internazionali favoriscono il recupero delle perdite dei mercati degli EAU


posted on 19/08/2009

Guadagni intelligenti ieri per i mercati azionari degli EAU, favoriti dai rialzi asiatici ed europei, dall'incremento dei prezzi del petrolio e dalla migliore confidenza nella ripresa economica mondiale.
Gli episodi di rialzo nei mercati azionari internazionali di ieri sono stati attribuiti ad una maggiore sicurezza nella ripresa economica mondiale.
Il capo economista del Fondo Monetario Internazionale ha dichiarato ieri l'inizio della ripresa economica, il cui mantenimento necessiterà l'attenzione dell'America alle esportazioni e dell'Asia alle importazioni.
Rami Al Thaqafi, Senior director of private banking presso Emirates NBD, ha affermato che nella fase attuale la correlazione con i mercati internazionali ha un valore "sentimentale, ma inizierà ad attenuarsi non appena i mercati si affideranno alle valutazioni piuttosto che ai sentimenti. Tra non molto, sarà possibile osservare i diversi orientamenti dei mercati”. Emirates Business 24|'

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Gli investimenti EAU nel Regno Unito


posted on 05/08/2009

Negli ultimi anni gli EAU hanno diversificato il proprio portafoglio di investimenti iniettando miliardi di dirham in varie attività britanniche.
Gli investimenti coprono un'ampia fascia di settori, da associazioni calcistiche della Premier League (fra cui il famoso acquisto del Manchester City da parte di Abu Dhabi United Group nel 2008) a proprietà immobiliari di spicco, navi storiche e hotel economici.
Gli scambi commerciali fra i due Paesi sono sempre stati molto robusti e nel primo semestre del 2008 hanno raggiunto la sorprendente quota di 2,52 miliardi di sterline (pari a Dh15,68 miliardi), di cui 1,87 miliardi in esportazioni britanniche verso gli EAU fra gennaio e luglio dello stesso anno, con importazioni dagli EAU per un valore di 646 miliardi.
Nonostante l'enorme disponibilità di petrodollari degli EAU, Dubai in particolare è l'emirato che meno contribuisce alle entrate del greggio ed ha quindi orientato i propri sforzi verso risorse economiche alternative oltre confine.
"Il Regno Unito rappresenta l'ambiente d'investimenti più liberale in Europa, così come Dubai e gli EAU nel Medio Oriente, quindi si sono create delle sinergie. I rapporti storici fra gli EAU e il Regno Unito sono sempre stati molto saldi, e adesso forse come mai prima d'ora”, ha affermato Mark Beer, presidente del British Business Group di Dubai.
Il settore immobiliare è sempre stato il fiore all'occhiello di Dubai, con miliardi di investimenti nel Regno Unito. Nel 2005 la società International Hotel Investments (IHI) ha acquistato l'hotel The Metropole, un tempo sede governativa, e l'adiacente 10 Whitehall Place per 130 milioni di sterline, che verranno trasformati in un hotel a cinque stelle.
Dubai International Capital (DIC), società controllata da Sua Altezza lo Sceicco Mohammad Bin Rashid Al Maktoum, ha acquistato la catena alberghiera Travelodge nel 2006, in un'operazione da 675 milioni di sterline. DIC ha dichiarato che l'investimento farà della catena la struttura ricettiva a basso costo più importante del Regno Unito in tempo per le Olimpiadi di Londra del 2012.
La Borsa di Dubai si è inoltre accaparrata il 28% di pacchetto azionario nella prestigiosa Borsa di Londra, in una serie di operazioni con il Nasdaq.
Gli EAU hanno investito enormi somme di denaro in complessi immobiliari acquatici quali gli storici QE2 e P&O: il primo è stato acquistato da Istithmar per 100 milioni di dollari (Dh367 milioni) nel 2007 per essere trasformato in un hotel di lusso su Palm Jumeirah.
"Gli investimenti in mercati come quello britannico contribuiscono alla diversificazione del portafoglio e dovrebbero tenerne a bada il fattore volatilità in quanto il mercato del Regno Unito storicamente tende ad essere meno volatile da un punto di vista finanziario”, ha detto Beer.
Gli EAU rappresentano uno dei dieci mercati con la maggiore crescita e il più grande del Medio Oriente per le operazioni con il Regno Unito, e costituiscono un terzo di tutte le esportazioni GCC verso il Regno Unito, di cui il 66% dalla sola Dubai, senza contare le esportazioni leggere come servizi e turismo. - Gulf News

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Domanda in discesa: l’inflazione EAU più bassa degli ultimi 15 anni


posted 22/0'/2009

Una significativa diminuzione della popolazione negli EAU quest’anno si unirà ad una più debole domanda di consumo e a costi d’affitto e degli alimentari in discesa per comprimere l’inflazione del Paese a circa l’1%, la punta più bassa registrata negli ultimi 15 anni, secondo quanto affermano gli analisti economici.
Il tasso era già precipitato dalla cifra record del 12,3% del 2008 ad appena sotto la soglia del 5% nei primi quattro mesi di quest’anno e probabilmente continuerà in forte discesa durante il corso dell’anno.
"Diversi sono i fattori che determineranno tassi d’inflazione molto bassi negli EAU quest’anno, fra cui una valuta statunitense più forte rispetto allo scorso anno, una diminuzione della domanda interna dato l’indebolimento dei prezzi del greggio e la contrazione del credito, una diminuzione delle importazioni, dei prezzi degli alimentari e del valore degli immobili”, ha affermato Humam Al Shamma, Consulente Finanziario di Al Fajr Securities.
Le previsioni del Gruppo Saudi American Bank (Samba) indicano che il tasso d’inflazione potrebbe scendere ad appena l’1% nel 2009. In uno studio di questa settimana Samba sostiene che la rapida crescita demografica è stato uno dei fattori che lo scorso anno hanno alimentato l’inflazione, contribuendo ad un irrobustimento della domanda interna, ma di aver previsto una marcia indietro di tale situazione durante l’anno corrente a causa dell’effetto avverso dell’indebolimento dei prezzi del greggio e della crisi finanziaria mondiale sull’economia degli EAU. “Il peggioramento del clima economico ha portato a licenziamenti per esuberanza del personale proveniente dall’estero che, essendo i visti per gli stranieri generalmente vincolati a lavori specifici, è sinonimo di emigrazione", ha affermato Samba nel suo notiziario economico di luglio.
Lo scorso anno l’inflazione negli EAU è stata la seconda più alta nel Golfo dopo quella registrata nel Qatar, grazie allo svettamento record dei prezzi del greggio, al debole dollaro che ha incrementato le importazioni del Paese e a costi d’affitto che hanno raggiunto nuove punte. L’aumento dell’inflazione era stato accompagnato da un forte flusso di liquidità che aveva spinto la Banca Centrale ad attuare misure di assorbimento, fra cui una maggiore emissione di certificati di deposito.
La situazione si è rovesciata dopo lo scoppio della crisi globale e il conseguente collasso dei prezzi del greggio, che hanno portato ad una brusca carenza di liquidità e ad un nuovo intervento della Banca Centrale, questa volta per offrire fondi d’emergenza alle banche.
L’analisi del 2008 mostra una scalata record dell’inflazione a quota 13,5% nel secondo trimestre, rispetto all’11,9% del primo trimestre, per poi scendere al 12,9% nel terzo trimestre e diminuire ulteriormente al 10,9% nell’ultimo trimestre.
Secondo Samba, l’inflazione negli EAU dovrebbe riprendersi e risalire intorno al 3,5% nel 2010, rimanendo però ben al di sotto dei tassi registrati nei quattro anni precedenti. Non è stato espresso un motivo particolare per tale previsione di ripresa, ma i dati mostrano che il PIL degli EAU potrebbe recuperare quasi il 2,9% nel 2010, dopo una contrazione prevista di circa l’1% nel 2009. - Emirates Business 24|'

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Il DME riduce i margini sulle operazioni di copertura con il petrolio


posted on 15/07/2009

Il Dubai Mercantile Exchange (DME) ridurrà la commissione che applica ai trader che ricorrono ai contratti per ottenere copertura contro il rischio di variazioni nel prezzo del greggio.
I clienti che negoziano nel mercato fisico potranno qualificarsi per pagare margini inferiori del 35 per cento rispetto a quanto applicato loro in precedenza a condizione che siano in grado di dimostrare che utilizzano i contratti per gestire il rischio, ha dichiarato il DME in un comunicato distribuito lunedì ai clienti.
Il margine iniziale rappresenta l'importo che i trader depositano presso una cassa di compensazione per coprire le potenziali variazioni di prezzo del petrolio durante il periodo di validità di un contratto future. Tale importo viene stabilito in base a una formula e dipende dal prezzo del greggio e dalla volatilità del mercato. L'unico prodotto d'investimento del DME è il contratto future sul greggio dell'Oman. - Bloomberg

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La campagna Dewa mira al risparmio energetico durante le ore di massimo utilizzo


posted on 01/07/2009

La Dubai Electricity and Water Authority (Dewa) ha lanciato una campagna di sensibilizzazione finalizzata ad educare il pubblico sul consumo di energia durante le ore picco – ovvero tra le 12.00 e le 17.00 nei mesi estivi – con un conseguente aumento del 40 per cento del consumo elettrico rispetto alle ore del mattino.
Al fine di incoraggiare i consumatori a ridurre il loro utilizzo di energia durante le ore picco, la campagna di sensibilizzazione verrà condotta in tutta Dubai ed informerà il pubblico sulle varie misure che si possono adottare per ridurre al minimo le spese per l'energia elettrica.
Nell'ambito della campagna, saranno distribuiti opuscoli e dépliant per informare i clienti industriali, commerciali e residenziali sulla necessità di conservare l'energia e sui vantaggi di cui potrebbero fruire sia personalmente sia a livello di comunità più estesa.
Gli opuscoli saranno distribuiti anche al personale e ai visitatori degli uffici governativi, come pure nei quartieri residenziali.
Durante gli orari di massimo carico, nei mesi estivi, il consumo di energia a Dubai aumenta enormemente, e i soli impianti di aria condizionata rappresentano quasi il 60 per cento dell'impiego di energia da parte degli utenti residenziali e commerciali. – Gulf News

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Dubai assesterà il prezzo di vendita del greggio in base ai futures Oman di DME


posted on 24/06/2009

Dubai Mercantile Exchange (DME) ha confermato ieri che Dubai Department of Petroleum Affairs (DPA) assesterà il prezzo ufficiale di vendita mensile del greggio (OSP) dell’Emirato sulla base di un differenziale con il prezzo di regolamento dei Contratti Futures del DME sul greggio dell’Oman.
Dubai è tradizionalmente considerato il benchmark del greggio per i produttori del Medio Oriente, che stabiliscono i prezzi dei carichi sulla base di un differenziale con le stime pubblicate dei prezzi di Dubai/Oman, tipicamente retroattivi al mese precedente. Spostando invece la stima sui prezzi futuri, l’OSP per il mese “M” sarà adesso stabilito in anticipo, con il differenziale a M-3 e l’OSP finale calcolato al termine di M-2.
Abdulla Abdul Karim, Direttore del Department of Petroleum Affairs, ha dichiarato: "Dubai ha stabilito il prezzo del suo greggio in relazione al DME dal suo lancio nel giugno del 2007. Adesso, con l’annuncio di un prezzo a termine stabilito sulla base del contratto Oman di DME, segnaleremo ai mercati il prezzo del greggio di Dubai in relazione all’Oman, rafforzando ulteriormente l’impegno alla trasparenza dei prezzi e a una valutazione equa del greggio del Medio Oriente. Il contratto Oman di DME sta continuando a guadagnare approvazione in tutto il mondo quale equo e robusto meccanismo di rivelazione dei prezzi del greggio destinato ai mercati ad Est di Suez." – Emirates News Agency, WAM

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Gli EAU firmano 17 accordi contro il riciclaggio di denaro


posted on 03/06/2009

La Banca Centrale degli EAU ha annunciato ieri la firma di accordi contro il riciclaggio di denaro con 19 Paesi. Il Memorandum d’Intesa stilato dall’Unita’ contro il riciclaggio di denaro e l’investigazione di casi sospetti (AMLSCU) della Banca Centrale dimostra l’impegno degli EAU a condividere informazioni di carattere finanziario con gli altri enti collaboratori internazionali per coordinare le forze nella lotta contro il riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo e i crimini ad essi collegati.
Di questi Memorandum d’Intesa, diciassette sono stati firmati a Doha, Qatar, mentre i patti con le Unità di Informazione Finanziaria di Canada e Paesi Bassi sono stati firmati ad Abu Dhabi il 31 maggio.
I Paesi interessati dagli accordi firmati a Doha comprendono Armenia, Belgio, Bermuda, Brasile, Isole Cook, Croazia, Estonia, Isle of Man, Libano, Macedonia, Malawi, Monaco, Nigeria, Portogallo, Filippine, Serbia e Sudafrica.
La Banca Centrale ha dichiarato che rappresentati di Bangladesh, Cipro, Georgia, Grecia, Indonesia e Montenegro questo mese saranno in visita negli EAU per firmare accordi simili con AMLSCU.
La Banca Centrale è stata fra i primi enti regolatori del GCC ad occuparsi della questione del riciclaggio di denaro. Nel 2007 gli EAU hanno congelato 17 conti bancari per un totale di US$1,3 milioni (Dh4,7 milioni) per sospettati collegamenti con il finanziamento del terrorismo.
La Banca Centrale ha inoltre congelato 259 conti bancari sospettati di riciclaggio e altre attività fraudolente, rimettendoli agli organi giudiziari locali.
Dal 2003 gli EAU richiedono agli sportelli pubblici generici di trasferimento denaro, conosciuti come Hawala brokers, di essere debitamente registrati presso la Banca Centrale.
Gli Hawala brokers vengono spesso utilizzati per trasferire denaro in aree rurali remote del Pakistan o Afghanistan, dove il sistema bancario è fra i più primitivi. – Gulf News

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